Lupin III - Il castello di Cagliostro: la visione di Miyazaki sul ladro-gentiluomo



Un personaggio come Lupin III doveva per forza affascinare Hayao Miyazaki. Dopo aver diretto alcune puntate dell'anime tratto dal manga di Monkey Punch, al Maestro viene affidata la regia di un film sul personaggio, e da qui, nasce Lupin III - Il castello di Cagliostro.

Lupin è un personaggio collocato tra gli anni Sessanta e Settanta, un periodo in cui cambiano le tendenze e gli interessi del pubblico e, a cavallo di quegli anni, muta e si trasforma anche lui. Infatti, il Lupin della prima serie è diverso dal Lupin delle altre serie, che è a sua volta diverso da quello del film. E ciò che affascina Miyazaki è proprio la modernità del personaggio (oltre alla sua semplicità), il suo "stare al passo coi tempi".


Ne Il castello di Cagliostro tutto parte da una rapina in banca già effettuata. L'ennesimo colpo riuscito per Lupin, fino a quando non si scopre che tutti i soldi rubati sono falsi e che provengono da Cagliostro, la base dei più grandi falsari di tutto il mondo. Il Ladro è stato derubato. All'arrivo in città, Lupin e il suo compagno Jigen si imbattono in una donna di nome Clarissa (l'unico elemento che mancava al film), che sta fuggendo in auto. Clarissa si rivela essere la promessa sposa del Conte Cagliostro, un nobiluomo che voleva rinchiuderla nel suo castello. Il tema del film è evidente: la battaglia del povero, il popolano, con il ricco.

A differenza di molte fiabe però, il cavaliere cercherà sì di liberare la sua fanciulla, ma lei non starà lì a guardarlo. Non è più  il tempo di attendere. Bisogna agire, sono la maturità e la modernità ad imporlo.




















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